Isabella Vitale interviene sull’amministrazione Palmisano

"In consiglio comunale ho quindi elencato, velocemente, le opere inutilizzate e mai rese fruibili anche dopo il taglio dei nastri, ma anche i servizi al cittadino".

Nel consiglio comunale monotematico del 22/2/2023 il Sindaco Palmisano e il Presidente del Consiglio Comunale mi hanno letteralmente impedito di parlare e con le loro interruzioni purtroppo non ho potuto chiarire e finire il mio intervento e spiegare perché la giunta Palmisano oggi, e Caroli prima non ha mai adeguatamente valorizzato gli spazi della città e quindi reso non sicuro l’ambiente in cui Ceglie vive, sicuro nei termini di cui all’articolo 4 del decreto legislativo numero 14 del 2017 che definisce appunto la sicurezza urbana come: “il bene pubblico che afferisce alla vivibilità e al decoro delle città, da perseguire anche attraverso interventi di riqualificazione recupero delle aree o dei siti più degradati, l’eliminazione dei fattori di marginalità e di esclusione sociale, la prevenzione della criminalità, in particolare di tipo predatorio, la promozione del rispetto della legalità e l’affermazione di più elevati livelli di coesione sociale e convivenza civile.

Articolo 4 richiamato fra l’altro dal Patto per la sicurezza urbana che lo stesso Sindaco ha sottoscritto il 29 dicembre del 2022, e a questo punto mi chiedo: il Sindaco il 29 dicembre 2022 ha compreso che cosa stava firmando? perché è venuto in Consiglio Comunale a dirci che lui non ha sentito la necessità di firmare un patto per la sicurezza anzi lo ha firmato perché lo ha chiamato il Prefetto; probabilmente non ho capito nei mesi precedenti che cosa stava accadendo a Ceglie Messapica e in Provincia, tanto da attirare l’attenzione, appunto del Prefetto che ha riunito i Sindaci dei paesi che sono coinvolti in questo aumento della criminalità a vari livelli, poiché c’è chi ha addirittura avuto un omicidio come a Francavilla Fontana. Per certo non dobbiamo aspettare il morto per porre attenzione a questi argomenti, motivo per il quale in consiglio comunale avevo quindi esposto quelli che erano i luoghi della città che a mio avviso sono abbandonati e che se pur oggetto di taglio di nastri in questi ultimi 12 anni, di fatto non vengono utilizzati come potrebbero essere utilizzati. Ed è inutile ed offensivo che il Sindaco mi dica che io non sto a Ceglie, o peggio ancora che non sono attenta e che non so come vengono utilizzati gli spazi. Probabilmente lui che parla con persone diverse da quelle con cui parlo io e soprattutto di fatto lui partecipa soltanto agli eventi dove si accumulano le persone in occasione dell’evento, tipo quelli estivi. Il Sindaco Palmisano è così impegnato con gli eventi estivi che probabilmente non sa cosa accade per tutto il resto dell’anno a Ceglie Messapica. Il Sindaco mi ha impedito di parlare togliendomi la parola e con il suo intervento in Consiglio comunale ha dimostrato appunto di non sapere che cosa ha firmato, altrimenti avrebbe colto l’occasione, invece di aggredirmi, di rappresentare alla città cosa ha sottoscritto in data 29/12/2022 con il Prefetto di Brindisi.

In consiglio comunale ho quindi elencato, velocemente, le opere inutilizzate e mai rese fruibili anche dopo il taglio dei nastri, ma anche i servizi al cittadino.

CENTRO BOCCIOFILO in via Beato Angelico: inaugurato nel 2016, affidato successivamente ad una associazione con una convenzione di anni 3 e annesso contributo economico. Non mi sembra che ci sia utilizzato.

MAC 900: luogo ridato alla città con decine di strumenti, abbandonati all’umidità che sono andati persi e un bar inutilizzato. Non è dato sapere dove siano finiti alcuni arredi. Per un periodo breve trasformato persino in balera. Poi affidato ad una cooperativa per un progetto sui minori, per un anno, oggi chiuso.

CASA MEA via Maresciallo Maggiore: Centro diurno per minori inaugurato nel 2016, attualmente utilizzato in parte, un’altra parte utilizzato non si capisce a quale titolo, ho fatto una interrogazione alla quale non ho ancora ricevuto risposta.

MED COOKING SCHOOL: La fatidica scuola di cucina internazionale data in gestione ad una ditta che si occupava di mense con il risultato della chiusura dei corsi ALMA e trasformazione della stessa in centro per corsi di formazione regionali non adatti per un luogo pensato e studiato per formare professionisti del settore eno/gastronomico di livello internazionale soprattutto con un istituto alberghiero che volava!!!

MERCATO COPERTO: Il condominio commerciale che in un primo momento ha avuto problemi strutturali e logistici; successivamente é diventato un luogo dove alcuni soggetti hanno anche investito; poi hanno chiuso tutti e il Comune ha pure restituito i soldi con degli accordi; ora è vuoto ed inutilizzato, senza progettualità concreta e un rilancio reale dell’economia locale.

PINETA ULMO: Riqualificata nel 2016, gestita per due anni dalla cooperativa Zion, interrotto l’affidamento, dal 2018 in totale stato di abbandono.

PIAZZA GIORGIO LA PIRA: Piazza in zona 167 che non ha mai ricevuto alcun tipo di attenzioni e che versa in uno stato di degrado evidente. Basta guardare i colori di quella piazza per comprendere cosa dignifica degrado.

ZONA INDUSTRIALE: Una zona che dovrebbe accogliere i clienti delle svariate attività che lavorano e contribuiscono allo sviluppo economico della città; versa in uno stato di abbandono senza precedenti, mai un intervento, nemmeno per quanto riguarda la zona in cui si allaga ogni volta che piove. Qualche consigliere di opposizione compresa la sottoscritta ha sollevato la questione, ma ad oggi nessun intervento.

CASA DEGLI ORTI: Un bene confiscato alle mafie che nel 2016 diventa un centro di accoglienza che prevede l’ortoterapia per disabili, il progetto iniziato e poi abbandonato, oggi è al centro di una nuova riqualificazione a detta dell’Assessora Gervasi.

CASTELLO DUCALE: dopo l’intervento della Regione Puglia con lo stanziamento di un finanziamento per la messa in sicurezza, si sono succeduti altri interventi, che ad onore del vero ritengo incomprensibili, atteso che lo stato di umidità e la sporcizia dei muri è devastante. Ad oggi attende l’ennesimo intervento.

CENTRO STORICO: Versa in uno stato di degrado assoluto, mancano i cestini porta rifiuti, ci sono situazioni a rischio crollo, zone al limite dell’indecenza, nessun controllo. Ma soprattutto è sporco, quella calce che ha reso bellissimo il nostro centro storico sta scomparendo.

PARCHI E GIARDINI: La villa Cento Pini a dire degli esperti è stata letteralmente sfregiata, per sempre; è diventata luogo di appannaggio esclusivo di una associazione, che non sia mai che qualcuno dica una parola pubblicamente, solo e sempre sottobanco, ovviamente molti vorrebbero sollevare la questione ma per quieto vivere non si dice nulla.; il dog park é uno scempio, i piccoli giardinetti con i giochi sono tutti senza norme di sicurezza, e gli stessi giochi sono devastati, le staccionate rotte in parte.

PAVIMENTAZIONE STRADALE E TOPONOMASTICA: Il manto stradale della gran parte della città é disastroso, anche le strade che hanno appena finito di rifare, appaiono non proprio eseguite a regola d’arte, molti cittadini mi riferiscono che vi è stata una grattata e via. Il Sindaco ovviamente potrebbe dirmi che si possono fare i saggi, le interrogazioni, e che sono finanche perseguibile di querela, ma io non ho alcun timore. Non sono un ingegnere, ma i lavori sono sotto gli occhi di tutti. E poi tralasciamo le nuove strade, vogliamo farci una passeggiata in piazza Sant’Antonio? Vogliamo contare le chianche divelte della meravigliosa piazza realizzata sotto l’Amministrazione Caroli? Quanti anni è che è stata realizzata la piazza? Farnetico? Offendo? Strumentalizzo da casa il mio ruolo? No, svolgo solamente il mio ruolo di consigliere. Consigliere di opposizione.

E se va tutto così bene, perché mai i consiglieri di maggioranza non prendono parola? Perché mai gli Assessori sono sempre così silenti? Tranne l’Assessore Laveneziana che è presente ovunque ed è anche molto social, gli altri? Nulla, non pervenuti. D’altronde basta guardare la loro mimica durante il Consiglio Comunale per comprendere quanta poca attenzione mostrano nei confronti delle questioni.

Era luglio 2021 quando ho organizzato con il movimento che mi ha permesso di essere eletta un incontro pubblico su una altra questione spinosa: movida incontrollata, illegalità diffusa, indifferenza per il valore dei luoghi e verso i residenti. Sono stata attaccata da tutti, anche da quelli che hanno sulla carta i titoli per capire, pare, il significato di queste parole.

Il problema era che i ristoratori (SI FA PER DIRE) devono lavorare: quindi se si rispettano le regole non si lavora? Vogliamo far passare questo principio? La libertà ad ogni costo? Il paradosso è che il concetto di libertà è presentato come un principio assolutorio e tollerante, volto ad assolvere sfrenate partecipazioni collettive spinte però da egoismo e noncuranza in sfregio alle regole comuni del vivere civile. Non dimentichiamo che gli innumerevoli e cospicui investimenti realizzati nelle campagne cegliesi sono stati determinati dalla ricerca di pace e serenità, non da rumorose e assurde serate in piazza, dove gli stessi esercenti presi da un grave sentimento di prevaricazione fanno gara a chi alza di più il volume.

E allora vi chiedo, e lo chiedo soprattutto ai consiglieri di maggioranza: quando viaggiate e andate in quei bellissimi paesi del Nord Italia e postate quelle foto dei paesini e città con tanto ordine, dei giardini, delle strade di civiltà a cosa pensate? E quando tornate qui, cosa fate: mettete il cervello sul comodino? Come dice una mia carissima amica.

Quali sono stati gli interventi del Sindaco e della maggioranza per recepire e risolvere il disagio dei residenti nelle zone della movida? interventi estemporanei e scoordinati? L’estate scorsa i vigili andavano a misurare gli spazi dei tavoli!!!! Quando sono sotto gli occhi di tutte delle violazioni, e non si interviene.  Se vogliamo parlare di presidio di rischi e minacce, personalmente concordo con chi propone soluzioni tecniche come una videosorveglianza più capillare e centralizzata; come anche una maggior illuminazione nei luoghi critici, un espediente che apporta il doppio vantaggio di influenzare il senso di sicurezza e i legami sociali. Ma può bastare? No, non basta.

Quindi piaccia o non piaccia, bisogna parlare di cultura e di legalità, parole chiave da tradurre in progetti concreti, realizzabili, mettendo insieme istituzioni, associazioni e cittadini.
Perché la parola legalità rimanda al rispetto delle regole della convivenza, all’applicazione delle norme, al contrasto alla criminalità.

E all’assunzione di responsabilità da parte delle istituzioni e degli abitanti. Mentre la parola cultura rimanda a progetti di riqualificazione del territorio, alla cura dei luoghi e delle persone più fragili, alla divulgazione della conoscenza, alla didattica, alla partecipazione sociale. Perchè solo così ci sarebbe in un effetto domino in cui ogni intervento, ogni progetto, si riflette sulla qualità della vita dei cittadini. La sicurezza personale e sociale può essere raggiunta seguendo tre percorsi principali: la protezione, la punizione e la prevenzione. Tutte azioni contenute nel Patto per la sicurezza siglata dal Sindaco. Ogni intervento di protezione raramente è completamente efficace, perché nessuna difesa è impenetrabile, mentre gli interventi repressivi arrivano sempre dopo il danno. Invece la prevenzione, se fatta sul serio, ha sicuramente un’efficacia di gran lunga maggiore sulle garanzie di sicurezza.

Nel Patto viene individuata la pluralità dei soggetti responsabili, ed é necessaria una loro sinergia che dipende strettamente dalla definizione dei rispettivi compiti. Quindi la collaborazione tra istituzioni centrali e locali nel controllo del territorio e nel suo governo è un elemento indispensabile per il miglioramento del livello di sicurezza. Solo l’osmosi operativa tra soggetti diversi, portatori ognuno delle proprie peculiarità e competenze permette di contrastare incisivamente i fenomeni di degrado sociale che si verificano nei contesti urbani.

Ma questa organizzazione potrà funzionare solo se si investirà, anche su periodi medio\lunghi, sulla prevenzione con una precisa idea di programmazione, non interventi spot, raffazzonati e dettati dall’esigenza del momento. Motivo per il quale continuo a battere sulla legalità. Come previsto dallo stesso Patto che all’art. 11, intitolato Educazione alla legalità, recita: “La Prefettura di Brindisi e il Comune di Ceglie Messapica si impegnano a promuovere attraverso il coinvolgimento delle forze di Polizia, della Polizia locale, delle strutture del terzo settore nonché delle scuole e dell’università, attività di educazione alla legalità, rivolte sia agli adulti che ai minori e giovani allo scopo di prevenire fenomeni di intimidazione di cui all’articolo 4 ed ogni altra manifestazione di illegalità diffusa, come, ad esempio, gli atti di vandalismo, il bullismo, l’intolleranza sociale e razziale, la violenza sportiva ed i comportamenti illeciti alla guida dei veicoli.

Ecco perché ritengo che va investito in termini di bellezza, decoro urbano e recupero degli spazi. Ceglie Messapica deve perseguire una strategia coerente e ambiziosa per uno sviluppo economico che trovi le sue leve d’azione nella cultura, nella bellezza, nell’ordine, sperimentando forme sempre più ardite di disseminazione delle attività culturali nel tessuto della città, facilitando la riqualificazione e la ri-abitazione delle aree periferiche, favorendo al contempo, ad esempio, l’insediamento di artisti, l’associazionismo, movimenti intellettuali, percorsi gastronomici permanenti e via dicendo, ma nel rispetto di quelle che sono le caratteristiche della città, le piccole vie, i piccoli spazi, i muri bianchi.