Carovigno. Inaugurazione della mostra “Nelle nostre stanze” di Giuseppe Ciracì

Inaugurata la mostra “Nelle nostre stanze” di Giuseppe Ciracì presso il Castello di Carovigno.

Mercoledì 3 luglio, presso il Castello Dentice di Frasso di Carovigno, è stata inaugurata la mostra Nelle nostre stanze di Giuseppe Ciracì, alla presenza del Prefetto Luigi Carnevale, del Questore Dott. Giampietro Lionetti, dell’Ammiraglio Massimiliano Grazioso, del Comandante provinciale dei Carabinieri Col. Leonardo Acquaro, del Comandante dei Carabinieri di Carovigno Giuseppe Berardino, del Sindaco di Carovigno Massimo Lanzillotti, della Presidente dell’Associazione Le Colonne Anna Cinti, del consigliere regionale Alessandro Leoci e del curatore della mostra Antonello Tolve.

La mostra è promossa dall’Associazione Le Colonne e il PAST Puglia, in collaborazione con Kyro Art Gallery di Pietrasanta e patrocinata da Regione Puglia, Provincia di Brindisi e Comune di Carovigno e sarà ospitata all’interno del Castello fino al 6 Ottobre, impreziosendo la visita del maniero, già custode di una ricca storia millenaria, per tutto il periodo estivo.

 

Pensato per gli ambienti del Castello Dentice di Frasso, e più precisamente per i raccolti locali del piano nobile, Nelle nostre stanze è un racconto diviso in cinque tappe, in cinque sale comunicanti e distanziate tra loro su due livelli specifici, dove Giuseppe Ciracì narra, mediante opere di piccole medie e grandi dimensioni, molte delle quali realizzate appositamente per l’occasione, tante storie che si mescolano tra loro e che nel contempo ruotano attorno alla vicenda maestra di Alfredo e della sua adorata consorte, Elisabetta, ultimi eredi e abitatori di un luogo – dimora d’amore – che «con grande sensibilità ed acume curarono insieme» sin dal 1905 per trasformarlo in ambiente di vita quotidiana.

Spazio fisico e metaforico, ogni stanza usata dall’artista è oggi locale in cui sostare, luogo attraversato e vissuto da ricordi indelebili (all’indomani della scomparsa di Elisabetta, Alfredo annota una frase amara da cui Ciracì trae il titolo dell’esposizione – «è atroce, mi devo muovere nelle nostre stanze, nel suo giardino dove tutto è lei che non c’è e che non tornerà mai più»), ma è anche giardino d’utopia dove poter sperimentare la magia di ogni eterotopia, è camera munita di soglie che delimitano e che si presentano come inevitabili zone di transito, brani che uniscono il prima e il dopo, confini che separano e che raccordano luoghi psichici diversi.

Muovendosi con disinvoltura tra il disegno la pittura e il libro d’artista (inteso, quest’ultimo, come oggetto del sapere o come compatto corpo culturale), Ciracì mostra sempre uno sguardo affilato, determinato da un’indagine alquanto meditata, capace di cogliere l’eredità di artisti quali Leonardo, Raffaello o Caravaggio, per riproporla – applicarla – in percorsi inediti, legati a prese dirette della realtà, a lessici familiari, a percorsi privati e soggettivi. Ogni superficie, che sia tela intelaiata o carta o cartone, è da lui infatti trattata come un banco di prova analitica dove non solo si avverte l’idea di abitare il tempo da latitudini differenti, ma anche di adattare (finanche adottare) lacerti di storie e di intrecciarle tra loro per dar vita a raffinate e morbide fantasie d’avvicinamento, a sogni che non possono vederci né tantomeno sognarci.

Giuseppe Ciracì (Brindisi, 1975) si diploma presso il Liceo Artistico Edgardo Simone di Brindisi e prosegue gli studi in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Lecce. Avvia il suo percorso professionale in Puglia per poi trasferirsi, nel 2003, a Milano dove sviluppa le ricerche nell’ambito della pittura figurativa, impegnandosi in un’originale rilettura della storia dell’arte antica e moderna.

Nel 2007 collabora con i suoi dipinti al film-documentario Sigmund Freud, Il grande pensatore per la regia di Ferruccio Valerio e focalizza l’intera produzione sul tema del ritratto per poi approdare alla serie polimaterica ispirata ai fogli di Windsor di Leonardo da Vinci (2011-2014).

Nel 2015 viene selezionato dal critico Alberto Dambruoso a partecipare alla Residenza Artistica BoCs Art di Cosenza.

Prende parte a numerose collettive e personali in Italia e all’estero ed è stato finalista in diversi premi nazionali tra cui il Premio Celeste, il Premio Arte Mondadori, il Premio Arte Laguna di Venezia, il Premio di Pittura Zingarelli Rocca delle Macìe, il Premio Ora e ha vinto la 2^ edizione del Premio di Pittura Giuseppe Casciaro.

Attualmente è impegnato nel progetto editoriale Gli origami di Stendhal, a cura di Francesca Londino, una collana di racconti dedicata al connubio arte e scrittura per la quale ha illustrato le copertine e i frontespizi interni dei volumi.