Ceglie Messapica: L’Asl ha ricordato il Dott.Domenico Suma

Un’aula colma, alcuni giorni fa, per l’evento dedicato a Domenico Suma, lo psichiatra scomparso improvvisamente a fine febbraio. Nel Polo universitario si sono incontrati colleghi e amici, che con grande commozione insieme hanno ricordato il medico. Erano presenti anche la moglie Mariù e Francesca, una dei tre figli.
All’incontro, dedicato alla psichiatria tra regole e utopia, sono intervenuti il direttore generale Maurizio De Nuccio, il direttore sanitario Vincenzo Gigantelli, e anche alcuni tra gli ex direttori che in passato hanno ricoperto incarichi di vertice nella Asl Brindisi e avevano conosciuto Suma: Giuseppe Pasqualone, Stefano Rossi, Paola Ciannamea, Graziella Di Bella.
Hanno partecipato, inoltre, Antonello Bellomo, professore ordinario di Psichiatria dell’Università di Foggia e direttore dell’unità operativa complessa di Psichiatria del Policlinico; Paola Calò, direttore del Centro di salute mentale di Campi Salentina (Lecce); Serafino De Giorgi, direttore del Dipartimento di salute mentale di Lecce; Ignazio Grattagliano, ordinario di Criminologia clinica e Psicopatologia forense nell’Università di Bari; Pietro Nigro, direttore del Servizio psichiatrico di diagnosi e cura di Putignano (Bari).
La moderazione degli interventi è stata affidata ad Alessandro Saponaro, direttore facente funzione del Centro di Salute mentale di Mesagne e direttore pro tempore del Dipartimento di Salute mentale della Asl Brindisi, prima diretto da Domenico Suma.
“Per ricordare Domenico Suma – afferma Saponaro – abbiamo passato in rassegna il suo contributo scientifico e culturale offerto alla psichiatria pugliese. È venuto fuori un quadro di umana professionalità e un lascito in termini di etica e di competenza che ci accompagnerà nel nostro lavoro e a cui faremo riferimento per migliorarci e trasmettere quest’esperienza alle generazioni successive”.
Al termine degli interventi, prima del momento musicale preparato dagli utenti del progetto “Come suona la resilienza” del Centro di salute mentale di Ceglie Messapica, la figlia del medico ha preso la parola per ringraziare tutti i presenti a nome della famiglia. “Siamo qui per dirvi grazie ma, come scrive Pennac, ringraziare è difficile poiché muove le certezze e gli affetti e apre la memoria. Mai come ora per noi è doloroso lasciare spazio alla memoria di mio padre che voi avete chiamato collega, dottore, amico, fratello. Vogliamo dirvi grazie per aver condiviso con noi la cura che riservava a ognuno di voi. Vi siamo grati per portare la sua eredità come si porta qualcosa di prezioso, con la coscienza del peso e della rarità che gli sono proprie”.