Ceglie Messapica, giro di vite al traffico di stupefacenti: operazione dei Carabinieri

A Ceglie Messapica, arresti per traffico di sostanze stupefacenti pluriaggravato eseguiti dai Carabinieri di San Vito dei Normanni

Stamattina a Ceglie Messapica i Carabinieri della Compagnia Carabinieri di San Vito dei Normanni (BR), collaborati nella fase esecutiva da personale dello Squadrone Eliportato Carabinieri “Puglia” e dal Nucleo Cinofili di Modugno (BA), hanno dato esecuzione ad una ordinanza applicativa di misure coercitive personali, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Brindisi, nei confronti di cinque persone, nell’ambito di una indagine coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Brindisi. In particolare, il Giudice per le Indagini Preliminari di Brindisi, ha applicato la custodia cautelare in carcere nei confronti di tre indagati e gli arresti domiciliari nei confronti di altri due indagati, ai quali è addebitato il concorso di persone nel reato di “traffico di sostanze stupefacenti pluriaggravato (per i due principali protagonisti della vicenda) continuato” (in violazione degli artt. 81, 110, 112 c.p. e art. 73 c. 1 e 4 – art. 80, c. 1 lettera B, D.P.R. 309/90). L’indagine vede coinvolti, in totale quattrodici indagati.

I fratelli di 23, 28 anni, e 27 anni sono stati condotti in carcere. Due 51enne sono stati sottoposti alla misura dei domiciliari. Altre nove persone sono indagate a piede libero.

Il provvedimento del giudice pone in evidenza come, dalle risultanze investigative vi fosse un grave quadro indiziario in merito ad una diffusa attività di spaccio di stupefacenti, organizzata e gestita a Ceglie Messapica dai soggetti tratti in arresto questa mattina, che si avvalevano anche di terzi per lo spaccio al dettaglio. L’attività investigativa scaturisce nel maggio 2022 a seguito del costante e capillare controllo svolto dai Carabinieri di Ceglie Messapica per contrastare il preoccupante fenomeno dello spaccio e consumo di stupefacenti. Infatti, l’intensificazione dei controlli, sia nel centro storico sia nelle zone più periferiche della città, aveva consentito di registrare l’effettiva presenza di un numero fiorente di assuntori di stupefacenti -eroina e cocaina in particolare- ed i successivi approfondimenti posti in essere con pedinamenti e appostamenti hanno condotto i militari presso l’abitazione di tre degli indagati, fratelli tra loro. Proprio tale abitazione è stata individuata come base logistica per la custodia, nelle sue immediate vicinanze, di piccoli quantitativi di droga, in modo tale da consentire il quotidiano approvvigionamento da parte dei consumatori finali.

In particolare, tra il mese di maggio e il mese di agosto 2022, i controlli suddetti dei Carabinieri hanno consentito di registrare la presenza di circa 70 “acquirenti”, e ciò è stato notato come ovviamente altamente sintomatico di una rete di spaccio florida, ben organizzata, radicata sul territorio e redditizia. Tale attività di spaccio era gestita principalmente da tre dei cinque soggetti arrestati, fratelli tra loro (uno dei quali diversamente abile, ma che avrebbe approfittato della propria su sedia a rotelle anche per il trasporto della droga), divenuti punti di riferimento stabili per gli acquirenti. L’attività di spaccio, dentro ed in prossimità l’abitazione, avveniva senza cura alcuna della presenza di figli minorenni (10, 7 e 5 anni); addirittura, la madre (attualmente in carcere a seguito dell’esecuzione della misura cautelare in questione ed unica donna raggiunta dall’ordinanza) ha eseguito le cessioni illecite davanti o, comunque, alla presenza dei bimbi. I tre fratelli, al fine di evitare i controlli, si erano altresì organizzati occultando lo stupefacente in veicoli, piante, bidoni della spazzatura, anfratti murari prossimi all’abitazione, nonché avvalendosi della collaborazione per singoli prelievi e, in alcuni casi, facendosi aiutare dalla bambina di 10 anni.

La complessiva attività di indagine aveva già consentito, in precedenza, di arrestare nella flagranza del reato due delle suddette persone, le quali, sottoposte agli arresti domiciliari, avevano poi continuato nella loro attività delittuosa. Dopo l’avvenuta esecuzione dell’ordinanza cautelare suddette si svolgeranno gli interrogatori di garanzia degli indagati e, quindi, il confronto con la difesa degli stessi.