Grande successo e partecipazione per la ‘Nzenga

La bandiera, elemento centrale della festività, è stata definita dal Prof. Rosario Jurlaro come "insegna mariana", ricca di simboli e colori che rispecchiano il culto mariano bizantino.

In una splendida fusione di cultura, religione e tradizione, la storica ‘Nzegna di Carovigno stamane ha confermato la sua posizione di baluardo delle tradizioni pugliesi. Questa antica celebrazione, ancorata profondamente nel culto religioso e popolare della Madonna SS.Maria di Belvedere, si è svolta con grande entusiasmo e partecipazione dei cittadini.

Il cuore pulsante di questo evento si trova nella leggenda di un nobile di Conversano, il cui sogno di una “Matrona vestita di stelle” lo ha guidato verso la guarigione, scoprendo l’immagine della Madonna nel territorio di Carovigno. L’emozione di questa scoperta, simboleggiata dalla bandiera ‘Nzegna che veniva agitata in aria da un mandriano, ha trascinato nella festa anche i contadini locali, creando così una tradizione immortale.

La bandiera, elemento centrale della festività, è stata definita dal Prof. Rosario Jurlaro come “insegna mariana”, ricca di simboli e colori che rispecchiano il culto mariano bizantino. La “Nzegna” è divenuta un elemento insostituibile nella celebrazione annuale in onore della Vergine, tradizione tramandata da generazioni dalla famiglia Carlucci di Carovigno.

Il presidente Michele Emiliano, presente questa mattina, ha messo in luce l’impegno della Regione Puglia nel valorizzare tali appuntamenti. “Investiamo molto in queste tradizioni che possano diventare un unicum per l’identità dei luoghi e per i turisti, coniugando lo sviluppo economico con le esigenze religiose e di comunità”, ha dichiarato. Il Presidente, ha poi sottolineato l’importanza anche per attrarre turisti, fornendo un impulso vitale all’economia regionale sostenendo che “l’evento odierno non è stato solo una celebrazione della tradizione, ma anche una manifestazione della vitalità e della passione della comunità di Carovigno e della Puglia intera. Attraverso queste pratiche antiche, si rafforza l’identità culturale e si proietta il suo ricco patrimonio nel futuro, attirando l’attenzione di un pubblico sempre più vasto e diversificato”.

L’evento di oggi ha visto la partecipazione di Gianfranco Lopane, assessore al Turismo della Regione Puglia che ha dichiarato: “La straordinaria partecipazione tutta la comunità di Carovigno per questa giornata importante e soprattutto per una tradizione che si perpetua da da tantissimi anni che rende patrimonio delle feste patronali pugliesi ancora più ricchi. Siamo qui proprio per testimoniare questo nel solco di un riconoscere le feste patronali in tutta la Puglia come attrattore turistico rilevante”.

Durante l’evento anche il sindaco di Carovigno, Massimo Vittorio Lanzilotti, ha rilasciato una dichiarazione: “Questa Settimana Santa a Carovigno è stata un’occasione unica che ha combinato tradizione, folclore e innovazione. Abbiamo lavorato intensamente per assicurare il successo dell’evento e siamo lieti di aver avuto la presenza del presidente Emiliano e dell’assessore Lopane. La nostra tradizione, quest’anno, non solo ha coinvolto i cittadini ma ha anche attratto numerosi turisti, ai quali auguriamo serene festività pasquali. Abbiamo rilanciato il nostro slogan “Carovigno tutto l’anno”, iniziando proprio dalla Pasqua per promuovere la nostra città a livello nazionale e internazionale. Ci siamo impegnati al massimo per presentare una città splendente e organizzare festività religiose in un’atmosfera incantevole. Un ringraziamento speciale va a tutte le persone, davvero numerose, che hanno contribuito a rendere possibile questo successo”.

Il consigliere delegato Alessandro Leoci ha messo in evidenza l’importanza di una recente misura legislativa che assegna un finanziamento di 100mila euro al Comune di Carovigno per la valorizzazione e la promozione: “Le tradizioni non vanno solo custodite ma anche promosse con strumenti adeguati per farle rivivere e diffondere”, ha affermato Leoci, sottolineando l’importanza di mantenere vive queste pratiche culturali”.