Ceglie Messapica, crisi di governo: Caroli “Al posto di Palmisano io mi sarei già dimesso”

Il consigliere regionale di Fratelli D’Italia Luigi Caroli interviene sulle vicende politiche di Ceglie Messapica.

Angelo Palmisano Luigi Caroli
Angelo Palmisano Luigi Caroli

«Io al suo posto mi sarei già dimesso. Stiamo assistendo ad una situazione insostenibile. Investirò di quello che sta accadendo la segreteria regionale e nazionale del partito. Quel progetto politico vincente del 2020 non c’è più».

E’ uno dei passaggi di una lunga dichiarazione del consigliere regionale di Fratelli D’Italia Luigi Caroli sulle vicende politiche che stanno caratterizzando l’attività amministrativa a Ceglie Messapica, anche dopo le ultime dimissioni dei due consiglieri comunali di maggioranza Pietro Santoro (capogruppo Fdi ) e Vita Ligorio (Cittadini del fare. «Ritengo che ciò che sta succedendo a Ceglie Messapica – afferma il consigliere regionale e coordinatore di Fratelli D’Italia a Brindisi – sia una cosa unica in tutti i Comuni Italiani.

Abbiamo avuto le dimissioni quattro consiglieri di maggioranza compreso il capogruppo e commissario cittadino, nonché la questione che ha visto protagonista il primo dei non eletti di una civica sempre tesserato di Fratelli D’Italia. E’ una situazione delicata: serve una riflessione politica. Qui i rapporti personali e le amicizie c’entrano poco. Si dimettono quattro/cinque consiglieri: non si può far finta di niente. C’è stata una sorta di sovversione del risultato elettorale. Con tutto il rispetto delle seconde, terze e quarte linee di ogni schieramento. Oggi – aggiunge l’ex sindaco – c’è uno snaturamento del progetto iniziale che vedeva alla guida il sindaco Palmisano. La politica si fa con i numeri. Non posso rimanere indifferente davanti a quasi 1500 voti che di fatto oggi non appartengono a questa maggioranza».

Caroli aggiunge: «Questa sequela di dimissioni è la sconfitta dell’amministrazione Palmisano ma anche la sconfitta del mio progetto. Avrà avuto tutti i meriti del mondo lui, ma di fatto – sottolinea il consigliere regionale – chi ha voluto che si candidasse sindaco lui sono stato io. E se oggi tutto questo è accaduto è giusto che una parte di responsabilità sia anche mia. Rispetto a quanto accaduto dobbiamo dire alla città che il progetto, le ambizioni, i programmi, la capacità d’incidere non c’è stata. Lui sminuisce il tutto a mere questioni personali per quel che riguarda le dimissioni dei consiglieri comunali. Ma non è assolutamente così. Da parte mia rappresento alla città tutte le mie scuse». «Non posso dire a Palmisano quello che deve fare. Posso dire io quello che avrei fatto: mi sarei già dimesso.

Da coordinatore provinciale di Fratelli D’Italia inoltre, non posso dar finta che non ci sono più alcuni ex assessori che si sono dimessi, come si è dimesso anche il capogruppo e commissario cittadino. Quattro persone che nel giro di un anno abbandonano la nave e decidono di vanificare tutti gli sforzi profusi durante la campagna elettorale è gravissimo. Sono persone civili e non hanno firmato la sfiducia ma resta – conclude Caroli – un grave problema politico e non solo questioni personali e familiari»